I’M HERE

Piove a dirotto sulla città stanca. Lo scirocco riscalda la pelle pronta ad accogliere l’inverno che sopraggiunge con la furia un uragano. 500gr di Muller alla fragola attendono impazienti, nel mini frigorifero, di diventare il mio pranzo…ed io finalmente mi siedo, dopo essere stata ai funerali di un uomo che ha vissuto quasi un secolo.
Pino Daniele segue il rumore della pioggia "Jesce Juorn’"…luci accese ad illuminare questo giorno cupo come la notte. Lo scambio di sms di ieri sera mi ha riportato qui, nella mia intima dependance…spalanco le finestre del blog sperando che la pioggia allaghi tutto e trascini via un po’ di polvere, lasciando al loro posto solo le cose importanti.
 

28 pensieri riguardo “I’M HERE

  1. Griderei chiedendo perché non mi è stato fatto un regalo dalla natura. Quello di essere a pezzi, di darmi a pezzi, di vivermi a pezzi, di essere a pezzi. Griderei chiedendo questo. Perché non sono capace di bastarmi e farmi bastare, perché non sono capace di scegliere le vie del mezzo, perché non sono capace di inorridire per davvero, di schifarmi per davvero, di infliggere per davvero.
    Griderei chiedendo perché, tanti di quei perché che stanno sotto la pioggia stanchi proprio come la tua città. Intanto uno scambio di sms di ieri sera mi ricorda le cose importanti. Ma è proprio questo il perché piu grande, cosa è importante. Chi è importante. E’ questo che mi piove addosso senza una risposta ancora precisa.
    C’è nebbia, ed è il mio mondo. Io ci sto dentro nascosta. E mentre tutti sono convinti e sicuri delle loro sicurezze del cazzo di vedermi, non mi vede nessuno. C’è nebbia, e non voglio che esca il sole. Voglio provare anch’io quel crogiolarsi nelle proprie nefandezze, quell’autocommiserazione delle proprie pochezze umane, quel senso di girare su se stessi senza fermarsi.
    La polvere in casa mia non la soffierà via nessuno, né questa pioggia la potrà lavare. Non ho intenzione di passare lo straccio e nessuno che, al posto, ne sia degno riesco a vedere.

    Intanto non fa freddo.

    Ed è tutto davvero, incredibilmente, assurdo.

    Abbraccio.

  2. Sai la stranezza, a volte?
    Sono un paio di giorni che gira in testa un post. Che potrebbe quasi essere l’opposto di questo. Quasi.
    😉
    Senza il quasi non c’è la magia..
    E Cielo non sta per essere sostituito, perché ancora, dentro questo Cielo mi ci trovo pienamente.
    Bacio.

  3. Questo anonimato rende il tuo "parlare" misterioso ed incredibilmente affascinante. E so che sei tu rinchiusa in queste parole, ma so anche che non sembri tu mentre sogni di gridare al vento. Il tuo scrivere è diverso, concentrato in un mondo sconosciuto. Sarebbe bello se aprissi un blog in totale anonimato e lasciassi che tutte queste emozioni riempissero pagine e pagine di pensieri "altri".

  4. A volte sono preda dei miei stessi incubi, ed in quel momento mi sogno dea. Una e centuplicata allo stesso tempo. Con poteri di dislocazione temporale e spaziale, una dissociazione sovrannaturale. Ed invece quando mi sogno dea sogno la stessa cosa che gli altri credono di vedere e sapere. Mi presto per il tempo del sonno a quello stesso pensiero falsato e bugiardo di chi parla e non sa. Di quella vezzosa altezzosità da quattro soldi. Di quella autosufficienza ed autodigestione che da sé stessi ci si ciba e ci si caga.
    Mentre non sono altro che un poliedrico ed egocentrico istrione. Una contenente cento unità singole perfettamente amalgamate.

    E’ solo colpa della pochezza altrui, se non molti non lo hanno capito. E di questi spazi troppo limitati, ovunque sia in anonimato o meno, che ora sono più che gabbie.

    "Non si può conoscere gli uomini senza conoscere la forza delle parole". (Freud)
    Tanto dico a me, che lo ricordo ogni giorno. Tanto avrei urlato in passato agli altri.

    Oggi guardo e passo e a volte rido, a volte piango.
    Un po per gioco, un po per amore.

  5. Io sono sempre io, mio tesoro.
    E’ solo che una parte di me, finora mai nascosta ma sempre strisciante come un serpente velenoso, è venuta allo scoperto più di quell’altra parte di me, quella a cui ho consentito un accesso indiscriminato come i cuccioli che si fanno accarezzare da chiunque solo perché si allunga la mano.
    Questi luoghi in cui molte volte ci si bea di tanti paroloni dolciastri come il miele, tanto da stufare, ti rendono cane. Ma la tua natura ti rende serpente.
    Io ho dato troppo del cane, e troppo poco del serpente. Non l’avevo capito, non capivo quando sentivo il campanello d’allarme, non volevo ascoltare. Non volevo ammettere la delusione.
    Poi, un fatto strano.
    Un maestro sconosciuto, a me oscuro ancora, ha deciso di battere la bacchetta sul leggìo, e la musica è cambiata.

    E comunque non sei nel tuo vecchio ufficio vero ? Ora puoi perfino vedere e sentire i video di youtube.

    Vedi, quanto cambia la vita nel giro di un giorno.
    Che splendore, tutto questo.

  6. E’ per questo che io non assecondo nè la natura del cane nè quella del serpente. Io sono e divento sempre più gatto…
    Cazzo c’entra che posso sentire e vedere i video di youtube?

    P.S. il maestro sconosciuto sei tu stessa…"donnariflessa"!

  7. Il maestro assoluto non sono io, né "donnariflessa".

    Io ho però di certo il potere di suonare, o meno, una musica. Anche se mi viene comandata.
    E sai, questo giro di valzer è meraviglioso.
    Sei triste e incazzata. Cosa c’è di piu bello, dimmi ?

    Youtube c’entra … un collega mi ha mandato un video in posta allucinante … (certo, sai, anche gli avvocati ogni tanto fanno pausa lavoro. mica come voi tutti altri, super impegnatissimi. che cazzarate su feisbuc).

    Volevo fartelo vedere.

  8. Oh .. dimenticavo.

    Sei gatto perché non sai cosa significa strapparsi la pelle di dosso ad ogni cambio di stagione dell’anno, e farlo perfino contro la tua volontà perché è qualcosa di innato e genetico, già stabilito dal principio.
    Se tu lo sapessi, vedresti quanto è sublima ritrovarsi in una pelle nuvoa di zecca, solo perché hai seguito un ciclo della tua natura.

  9. mandamelo…
    donnariflessa è solo un’altra se stessa che si osserva da un punto di vista esterno…e come ti ho detto ieri sera, quando le cose si guardano da lontano [e non dal di dentro] si ha una visione più chiara, più totalizzante. A volte bisogna fare lo sforzo di riuscire ad uscire dalla propria vita. Io non ho l’abilità di cambiare pelle ad ogni ciclo stagionale…ma ho l’abilità di restare nella mia e sapermi adattare alle varie temperature.

  10. Quante volte abbiamo detto "siamo diverse" ?

    La cosa bella è che io e te non ce lo siamo mai dette in modo offensivo, o come per rimarcare una distanza.

    Oggi ci ripenso. Mi viene un ghigno, non un sorriso.

    Io sono fuori di me, talmente tanto fuori che se continuassi a tenere rapporti in generale con chiunque di un determinato raggio di azione della mia vita sarei ancora dentro.

    Ed invece è proprio tutta questa stagione di silenzio (ah, quante cose ti scrivo, e quante volutamente taccio !) che mi consente di stare al di fuori di me. E di verificare con freddezza e coscienza, senza coinvolgimento, chi è fuori e chi è dentro.

    Sai cosa vedo ?

    Una donna splendida, che ha intorno persone cui dare tanto. Accanto a me, persone meritevoli. Avanti a me, molte sconosciute ancora. Dietro, fantasmi.

    Io non mi adatto mai, ma non richiedo mai che altri si adattino a me. Se le temperature cambiano, cambio la pelle. Se si abbassano per me è l’ideale. Se si alzano, ho già pronto un sasso sotto cui andare a nascondermi.

  11. E’ proprio per questo che, a differenza di tutte le altre volte che hai deciso di andare via, non ti ho chiesto di restare. Questa stagione di silenzio ti serve…serve a tutti noi [prima o poi].
    Tu, sotto un sasso? ahahahahaha…non ci credo nemmeno se lo vedo! Sei troppo combattiva per nasconderti. Sicuramente ti inventeresti qualcosa…forse cercheresti un ruscello per rinfrescarti.
    ;o)

  12. Cosa ti fa credere che quando un serpente si nasconda sotto un sasso è per mancanza di coraggio ?
    E’ puro egoismo.
    Quando li caldo è troppo forte, e gli uomini sono troppo vicini.
    Lui sta li, pronto a sferrare l’attacco.

    Parliamo d’altro.

    Ho voglia di un Martini.

  13. Oh, dimenticavo di nuovo …
    ci sono silenzi e silenzi. Il mio non è "voglia di stare lontana da tutto e tutti non datemi fastidio di qui di li sono triste c’ho problemi che ne sapete voi".

    Tesoro, io sono già lontana da tutto e tutti. Non serve mica smettere di scrivere o stare zitta o non telefonare o bla bla. Io sono già lontana. Finalmente !

    C’è un silenzio che non è per tutti. I codardi si tagliano la lingua. I coraggiosi misurano le parole.

    Allora, ci prendiamo qualcosa da bere ?

  14. mmm.. ma che freddo fa…..

    patò, io divago, sì.. ogni tanto ci vuole, essere nel blog come lo si è agli occhi di chi ci vede dal vivo. lo dico perché spesso nel blog si raccontano di più le anime, che nella confusione della vita condivisa riescono a dire ben poco, per non dire "niente"..

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