IL MIO NECROLOGIO

Giorni strani. Giorni scuri come abissi. Giorni chiari come un cielo di primavera. Giorni ingarbugliati di situazioni da vivere e da prendere al volo. Giorni sbiaditi. Giorni sottili come fili di seta. Giorni che puzzano di immondizia. Giorni andati. Giorni che verranno. Giorni sprecati. Giorni da vivere.
Sono appena tornata a casa. Visita a domicilio dai nonni dopo una telefonata col fiato in gola: "Nonna non si sente bene. Corri". Squarci della quotidianità che lasciano riflettere. Avvenimenti insoliti che si danno appuntamento al mio indirizzo…tutti nello stesso periodo. Ed è allora che anche una vampata di calore e qualche linea di febbre sul termometro creano ansie da cardiopalma, corse a perdifiato.
Ho caricato la moka per la sveglia delle 8:00, ho acceso il pc, fumo l’ennesima sigaretta della giornata e cerco di dare una spiegazione a quello che è accaduto nell’ultimo periodo, sperando di trovare un filo conduttore che leghi gli eventi che si sono susseguiti come fulmini a cavallo tra il vecchio 2007 e il nuovo 2008. Nulla. La mia mente ibernata non concede risposte. Metto un po’ di musica, ma su questa macchina da poco formattata non c’è quasi nulla. Solo brani sparsi da cenone di capodanno, scaricati ieri sera per montare il filmino del cenone…Una tristezza così non la sentivo da mai, ma poi la banda arrivò e allora tutto passò. Volevo dire di no quando la banda passò ma il mio ragazzo era lì e allora dissi di sì…Ricordi confusi di trenini e di bengala luccicanti intorno ad una piscina illuminata. Gente che rideva. Gente che beveva. Gente allegra. Mio marito che scattava fotografie in ogni direzione ed io, immobile, sul gradino più alto, a guardare i fuochi d’artificio sparati in città. Eravamo tanti. Riuniti come una grande famiglia. Ma alcuni, addirittura, non si conoscevano nemmeno. Insieme per la festa…Odio il Natale così. Odio il Capodanno così. Ho sempre amato trascorrere le feste circondata dal calore famigliare. Solo ed esclusivo. Fatto di discorsi intimi e di abbracci sinceri. Ma questa è un’altra storia. Quella di una vita fà…forse una storia vissuta solo ed esclusivamente nella mia testa e mai realmente esistita. Un domani, mi piacerebbe trascorrere la sera della vigilia con mio marito vestito da Babbo Natale e con i nostri figli eccitati all’idea di aprire i pacchi sistemati sotto l’albero…con i nostri genitori, i nostri fratelli, i nostri cognati e i nostri nipoti…riscaldati dall’intimità di un camino e da un affetto forte e sincero.
Gli oroscopi dicono che questo sia l’anno del capricorno. Fortuna in amore. Opportunità di fare carriera nel lavoro. Ottima salute. Mi piacerebbe rileggere quello dello scorso gennaio per vedere che prospettive mi dava per questo anno infernale…
Il 2007 ha decretato definitivamente la fine di alcuni capitoli della mia vita. E’ stato un anno duro, carico di tensioni, di delusioni, di dolore, di ansie, di cattiverie gratuite. Giorni interminabili di telefonate mancate, di parole soffocate da un flebile sussurro, di un amore rinchiuso violentemente sul fondo del cuore. E’ stato l’anno del verdetto, quello degli strappi irricucibili…quegli squarci dell’anima che nemmeno una vita intera può suturare. Ho preso decisioni definitive che mi hanno allontanato in modo irrimediabile dalla ragazza che ero per catapultarmi in questo vestito da donna che mi calza ancora un po’ largo. A volte mi sento a disagio guardandomi allo specchio e mi sento inadeguata circondata da alcune persone. In questi 28 anni c’è sempre stato qualcuno che si aspettava qualcosa da me. E quando le aspettative, per un motivo o per un altro, venivano deluse erano sempre pronti a crocifiggermi. E’ successo anche in qusti ultimi mesi, hanno cercato di farmi sentire in colpa perchè ero diversa da come credevano che fossi. Ed io lì ad autopunirmi, calpestando, carica di sdegno, la mia dignità, a strappare con morsi velenosi la mia vita, ciò che restava del mio cuore. Mi sono flagellata in nome di un amore che mi ha colmato l’esistenza ma che mi ha anche distrutto la vita. Quest’anno, per la prima volta, ho deciso di sbattere la porta in faccia a chi non meritava di starmi vicino. Silenzio tombale nei miei giorni. Cimitero di parole. Ho deciso di uccidere i miei sentimenti per sopravvivere al dolore profondo che mi hanno causato gli altri. Saturazione totale. Troppi sorrisi mancati. Troppe assenze. Troppa strafottenza mi ha circondato. E mi ritrovo qui, stasera, a scrivere inaspettatamente il necrologio della mia vita, a stilare l’elenco interminabile dei cadaveri che custodisco fedelmente nel cuore.

9 pensieri riguardo “IL MIO NECROLOGIO

  1. @lamorachevola:

    è vero…forse ho sottolineato solo gli aspetti negativi, ma ieri mi sentivo così: malinconica, delusa e triste.

    il matrimonio, o meglio, la presenza di mio marito nella mia vita è stata l’unica cosa positiva di questo anno infernale.

    grazie di essere passata e di avermi ricordato quanto io sia fortunata ad avere lui…buon 2008!!

  2. Si pure io ho pensato che è l’anno del tuo matrimonio e che non è tutto da buttare, ma si sa, a fine anno noi sentiamo ancestrale il bisogno di pettinare i fili di seta per cercare di rendere liscia la nostra vita. Purtroppo, passando il pettine i nodi ci tirano indietro la testa con strattoni che fanno male. Quanti nodi in quest’anno tuo, quanti nodi in quest’anno mio. Tu sei stata anni fa, la prima che mi ha fatta entrare in questo mondo, leggendo te leggevo della mia vita. Ora come ieri cambiano i personaggi e le situazioni, ma le cose che provi disperazione, delusione per tutte le cose che ti sono state negate, le provo anch’io. Anch’io ho chiuso o almeno tentato di farlo, per trovare un minimo di pace o per convincermi di ritrovarla. Ma noi siamo fatte così, il nostro cuore è diviso a metà un pezzo è dentro noi che ci fa sopravvivere, l’altra metà, sta oltre quella porta chiusa e non smette di sanguinare di fronte all’indifferenza di chi ci ha lasciato fuori dalla loro vita… ti stringo forte e vorrei farti sentire che ti voglio bene come se fossi li

  3. Vorrei poterti dire, guarda. Guarda, si.

    Non lo vedi un raggio di sole ?

    Ma so che non lo vedrai.

    Forse perchè non c’è davvero, davanti a te.

    Ma mi ritroverò a fare il saltimbanco, per vederti sorridere.

    Lo farei, servisse giuro lo farei.

    Un abbraccio, che il nuovo anno sia nuovo per davvero.

    Ti voglio bene.

  4. @nya:

    lo sento forte e concreto il tuo affetto, dolcissima nya!

    è vero, io e te siamo molto simili…altalenanti tra gioie e dolori. Ma sempre vere, dirette. Ho sofferto tanto in questo anno ma ho provato anche delle gioie così intense da bilanciare in modo equo i due aspetti della mia vita.

    Tutte voi, ovviamente, fate parte della positività che mi colma!

    Grazie di esserci…sempre!

    Ti voglio bene anche io!

    @roscia:

    il mio raggio di sole è qui, seduto accanto a me: mio marito!

    speriamo che il nuovo anno sia davvero ricco di novità!

    buona serata

  5. @odoredoceano:

    come fai ad “invidiare” la mia vita? la mia esistenza è stata solo un gran casino…tanto amore, ma anche tantissimo dolore! Oggi, come sempre, sono felice a metà…c’è chi mi colma e chi mi ruba quotidianamente qualcosa.

    E il mio animo è altalenante come la mia vita…

    buon anno e buona befana!

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