TERRA MIA

Sei una sgualdrina con le labbra rifatte e le unghie laccate di rosso corallo.
Sei la puttana di lusso, circondata dal fasullo perbenismo di facciata dei borghesi di un tempo lontano.
Sei una mignotta educata e dai modi gentili.
Sei la vecchia baldracca che coccola l’anima con pazienza e riscalda il cuore con affetto e serenità.
Sei il sapore consumato di una trasgressione antica, l’attesa palpitante e l’orgasmo vissuto con esasperante lentezza.
Sei luci colorate, motivi floreali, ripetitive ed ossessive vetrine fluorescenti che ingannano i passanti con combinazioni già scadute.
Sei giornali spietati che spiano vite di personaggi semifamosi e sei parole ingorde che si ripetono all’infinito in un paranoico circolo vizioso.
Sei tette rifatte e vestiti all’ultima moda.
Sei mocassini firmati, brillantina tra i capelli e profumi dall’insopportabile retrogusto dolciastro.

E, solo oggi, amica mia, quando il cielo si è oscurato ed i lustrini luccicanti sono stati rinchiusi nei cassetti, ti ho ritrovata…bella e dannatamente selvaggia.
Abitata dal tuo silenzio, purificata da una forte pioggia torrenziale, asciugata dalla furia di un vento spietato.
Ho sentito il tuo odore penetrarmi ed ho avuto l’irrefrenabile desiderio di parlare con te.
Vorrei raggiungerti adesso sulla spiaggia deserta, per unire la mia anima alla tua, per essere accolta come un feto nel ventre materno dal tuo mare in tempesta ed ascoltare, il tuo battito e la tua voce attraverso le onde che si infrangono con furia.
Sei stata stuprata da clienti volgari ed irrispettosi, dilaniata nel ventre e nello spirito.
Nel silenzio inquietante e surreale di questo cielo scuro, posso sentire il tuo pianto che si mischia con iil mio.

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