STICAZZI

Giornate lunghissime, al cospetto di me stessa. Indosso i panni della donna in carriera e poggio il culo, ancora sodo, sulla morbida poltroncina firmata IKEA per darmi un tono. Duffy scandisce il ritmo di questi minuti apatici, mentre un sole timido fa capolino tra grigie nuvole piene d'acqua. Un SOS disperato, mi chiede aiuto su una questione importante. Pronta ad agire per un'amica che ha bisogno di supporto.
Ore 15.47 il cellulare squilla…quel cazzuto di un cliente che continua a chiamare sul mio numero personale. E pensare che gli ho chiesto più di una volta di utilizzare quello aziendale, ma insiste nell'utilizzare un numero che è dato a pochi intimi di conoscere. Insiste ed io non rispondo. Fanculo tu e la tua fretta di concludere. Oggi non ho voglia di nulla, nemmeno di te che vuoi parlare del tuo progetto, le mie orecchie sorde non riuscirebbero a captare le parole provenienti dalla tua vocina stridula del cazzo.
E piove, grandina, e poi spunta il sole per pochi fottutissimi istanti, prima di lasciare il posto alla bufera. E non se ne può più di questo tempo che ci strappa la salute da dosso.
Blake rosicchia il suo osso, spalmato davanti alla stufa. E dovrei fare la spesa. Il frigorifero vuoto mi ricorda quotidianamente quanto sia poco adatta a fare la donna di casa. Ho voglia di prendere aria. la puzza di fumo e di vernice trasparente saturano l'ambiente. Mi gira la testa. Lo stomaco vuoto reclama qualcosa di commestibile e la gola secca vuole un bicchiere d'acqua al posto degli innumerevoli caffè che bevo ogni giorno.
Solitudine, smarrimeno, apatia. Quando subentrano è finita. Sento scivolare su di me progetti ed ambizioni. Ed è arrivato il momento di una botta di adrenalina pura, di una sfida allettante che metta in gioco tutte le mie convinzioni e le mie potenzialità nascoste sotto strati di noia.
Ore 16.00 in punto, Estelle. Musica dance per risollevare il morale. Devo insegnare al cane a ballare. Lui, la mia ombra, il mio silenzio, i miei sorrisi. Credo che si divertirebbe molto a zompettare con la sua mamma pazza per tutto lo studio a ritmo di musica. Uno, due, tre: Blake ballaaaaaaa….croccantino! Ballaaaaaaa…croccantino! E andare avanti così fino allo sfinimento. Non è difficile, basta crederci. 
E se citofona qualcuno non apro. Oggi siamo chiusi per sfracassamento di maroni. Noncisonopernessuno. E me ne vado prima, che nel tardo pomeriggio torna pure Romeo che è stato fuori due giorni per lavoro. Che cazzo gli faccio mangiare stasera?

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