PSICOLABILE

Perchè poi, diciamoci la verità, non è che uno c’ha sempre da scrivere o da dire qualcosa. Esistono dei lunghi periodi bui, fatti di lunghe introspezioni e di analisi allo specchio in cui non si ha tanta voglia di comunicare con gli altri. Boh, sarà colpa degli ormoni in circolo, sarà colpa di piccole palline, che si sentono al tatto, nascoste nei meandri del nostro corpo, sarà colpa di telefonate mancate e sarà colpa di tutte quelle parole mai dette e mai ascoltate. Ma è così. Esistono pause di riflessione dalle quali è difficile riuscire a salvarsi. Oggi, per esempio, sono qui in ufficio e, mentre cerco di scrivere questo fottutissimo post, già controvoglia, devo subire mio malgrado la violenza psicologica causata dai miei colleghi. Qualcuno che utilizza attrezzi che fanno un rumorino infernale, acuto come le unghie sulla lavagna, altri che arrivano continuamente bussando alla porta o al citofono, altri che, entrando, iniziano ad urlare o a comunicare tra di loro, da una stanza all’altra, ad alta voce…e non c’è un millisecondo di silenzio per le mie orecchie, non c’è un millimetro quadrato di pace nel quale possa rifugiarmi in questo infernale lunedì iniziato all’insegna del frastuono. Guardo il monitor senza alternativa. Lo fisso, immobile, quasi come se volessi scorgere al suo interno l’ispirazione per fare qualcosa, per andare oltre questa monotona quotidianità che mi stringe come un abito taglia 38. Mentre i tacchi della collega rimbombano nel mio cervello ormai nevrotico, sento un’irrequietezza invadermi tutta…quelle voci che penetrano dalle orecchie, diperdendosi poi in migliaia di eco assordanti, mi stanno violentando il cervello. Sto per urlare. Sto davvero per avere un attacco di panico. Poi, mi dico "respira, calmati. Insipira, trattieni il fiato per qualche istante ed espira con tranquillità"…Training autogeno col quale convivo da anni. Torno subito in possesso della mia psiche e del mio corpo disorientato. Digito iperattivamente parole sconnesse allungando, fino alle dita ibernate, le maniche del maglione di lana viola. Qui dentro si gela. Eppure i riscaldamenti sono accesi. Squilla il telefono nella mia stanza, la collega-amica seduta al mio fianco risponde e mi fa domande alle quali devo necessariamente rispondere. Lo faccio in modo meccanico, scontroso, distratto. Percepisce una sorta di fastidio da parte mia, una forte insofferenza e, conoscendomi, la smette di fare domande e attacca il telefono. Ancora il telefono. Ancora il citofono. Sto per tagliarmi le vene. Esco a prendere una boccata d’aria fresca. Bisogno impellente di nicotina.
PASSO E CHIUDO

Commenti
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11 pensieri riguardo “PSICOLABILE

  1. quanto si dice “un Lunedi di merda” ma meno male che quello lavorativo è passato. Un bacio tesoro 😉

    Vederti in cam è stato un vero piacere ehehehe DECISAMENTE. Mi sono divertita tantissimo **

  2. ho la posta bloccata da giorni, tant’è vero che ho provato a mandarle anche ad altre nostre amiche ma niente…….proverò anche oggi, cmq l’indirizzo nuovo l’ho preso sarà più semplice spedirti le cose….1 bacio

  3. uhm.. niente, cura intensiva contro la follia… rum&pera… se non vuoi sbilanciarti oltre…

    mi auguro che quelle palline siano innocue. per il resto… respira profondamente… si può passarci sopra.

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