LAVORO”TERAPIA”

Arrotolata su me stessa, come il guscio sulla lumaca.
Fagocitata da un velo oscuro che mi impedisce di guardare oltre. Cerco uno spiraglio che non c’è, o che forse non voglio vedere. Sopraffatta da me stessa e da chi mi circonda, continuo a rifiutare proposte che mi farebbero sentire forse un po’ meglio, ma che essendo impossibilitata a soddisfare come vorrei, in questo periodo mi rendono ancora più frustrata.

Vuoi fare la campagna pubblicitaria per questo grande evento che si terrà a maggio?
Si, mi piacerebbe, ma quando ci lavoro? Maggio poi…sticazzi!

Puoi occuparti dell’impaginazione del giornalino mensile che devo preparare per la mia azienda?
Si. Certo…posso garantire per marzo e aprile…ma poi maggio? Io a maggio devo partorire…sai che casino diventerà la mia vita?

Puoi progettare logo della mia nuova attività?
Certo…ma è passato un mese e non ho avuto più il tempo di lavorarci. Scusa, mi rendo conto, ma in questi giorni sto molto incasinata. 

E’ frustrante, avvilente. Ho voglia e bisogno di lavorare, ma non ci riesco più. Mi manca quella concentrazione necessaria per produrre oggetti di qualità e mi manca il tempo per dedicarmici come vorrei. E mi sento di merda, come se un fallimento irreparabile mi fosse crollato addosso. Mi sento inutile, improduttiva…ciò mi irrita, rendendomi nervosa, insopportabile, inavvicinabile.

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