E’ TEMPO DI SCRIVERE. O FORSE ANCORA NO. E’ TEMPO DI AMARE…SEMPRE.

E’ tempo di scrivere. O forse ancora no.

Il tempo non è scandito dall’incessante ticchettio dell’orologio, ma da un leggero soffio di vento che ti agita i capelli e ti indica la strada. E sento che un’ondata di aria positiva oggi mi ha trascinata fuori dal buio in cui sono sprofondata per oltre un mese. Sento dentro una nuova forza che mi induce ad alzarmi e a riprendere in mano le redini della mia vita. Blake è andato via 9 giorni fa. Dal giorno esatto in cui abbiamo deciso che la soluzione migliore per tutti era quella di regalarlo, la mia vita si è interrotta. Ho smesso di lavorare, ho smesso di pensare alla gravidanza, ho smesso di occuparmi della casa, ho smesso di sorridere. I sensi di colpa mi hanno schiacciata, trascinandomi sul fondo della mia inadeguatezza. Un senso di fallimento totale mi ha inaridito il cuore. E’ stato un po’ come prendere consapevolezza del fatto che nulla di ciò che attraversa la mia esistenza è definitivo. Ho avuto pietà di lui, ignaro della sua terribile sorte. Ho avuto pietà di me…per la totale incapacità di essere stabile e di dare stabilità a chi mi circonda e mi ama. Ho sofferto di una sofferenza disperata per il distacco da lui…ho sofferto anche perchè temevo che il mio dolore potesse in qualche modo danneggiare il bambino che porto in grembo.
Ho conosciuto tante persone interessate al cucciolone, ho visitato tante case pronte per accoglierlo. Gelida, rispondevo ad ognuno di loro che li avrei richiamati con calma, ma ogni persona ed ogni casa mi sembravano assolutamente inadeguate. Riuscivo solo ad immaginare scene pietose in cui lui, in totale solitudine, relegato fuori ad un giardino con un temporale, aspettava che andassi a riprenderlo, mentre guardava all’interno con occhi tristi la gente che si riscaldava al fuoco di un camino. Se solo ci ripenso adesso mi viene da piangere. Il mio piccolino che aveva bisogno di me ed io non ero lì con lui, dopo tutto l’amore incondizionato che mi aveva offerto.
Lacrime amare mi solcano il volto…un fiume in piena che mi bagna il viso. Eppure so che non avrei potuto trovare per lui una famiglia migliore di quella che l’ha accolto. Migliore anche della mia. Mi ha donato la vita…io, forse, gli ho donato la libertà che da me non avrebbe mai avuto. Una villetta monofamiliare con un enorme giardino curatissimo. Un cane di 10 anni, incrocio labrador, per amico/fratello/guida, cinque persone pazze di lui che gli ronzano intorno 24 ore su 24….spazio per correre, coccole, affetto, attenzioni, una casa calda e confortevole in cui rifugiarsi in inverno, una piscina fresca da esplorare in estate.
Mi manca. Mi manca da morire. Ma adesso sono pronta per riprendere in mano la vita che ho interrotto qualche settimana fa e andare avanti più solida di prima. Sapere che lui sta bene, mi rende felice. Sapere che presto quella diventerà per lui la sua casa mi tranquillizza. Sono in contatto quotidiano con la sua nuova famiglia, ma ho scelto di non tornare a trovarlo. L’ultimo gesto di amore incondizionato nei suoi confronti. Non voglio strappargli il cuore ancora una volta. Vedermi lo destabilizzerebbe.
Penso alla creatura che pulsa dentro di me. Al miracolo della vita. Al miracolo che la presenza di Blake nella mia quotidianità ha reso possibile. Per la prima volta, dopo anni di attese snervanti e di test di gravidanza negativi, avevo realmente smesso di pensarci perchè avevo già un cucciolo da amare e da accudire. Non dimenticherò mai l’amore che mi ha dato…non dimenticherò o suoi occhi buoni, la sua dolcezza infinita, l’irruenza e la vivacità con cui ha stravolto la mia vita. L’ennesimo pianto disperato mi allontana e paradossalmente mi avvicina ancora di più a lui…che ha lasciato tracce indelebili nella mia esistenza, nel mio cuore e sulla mia pelle…due tatuaggi lo immortalano per sempre sulla mia pella. Cicatrici d’amore.

E’ tempo di scrivere. O forse ancora no. E’ tempo di amare…sempre.

Grazie cucciolo mio

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