Confusione…sbandamento. Mi guardo intorno e vivo ciò che mi circonda, a 360°. Una folla disordinata ed ingombrante invade il mio spazio vitale. Un instabile equilibrio si sovrappone alla mia vita ancorata saldamente dentro di me. Precarietà esistenziali riempiono i miei vuoti da sempre colmati da assolute certezze. Quelle mani così forti, quella voce così rassicurante, quel calore così intenso…cedono il posto ad un abisso di emozioni spaventose. Stordimento…confusione…età che avanza. La vita va avanti e segue il suo ciclo inevitabile. Io qui, immobile, osservo uno sfacelo inaspettato. Ed intorno a me c’è un casino allucinante a compensare la solitudine che ho dentro. Pianti disperati si alternano a risate isteriche. Alti e bassi muovono il meccanismo di autodifesa che mi consente di sopravvivere e andare avanti. E chi mi conosce bene lo sa come sto…gli basta guardare per un istante i miei occhi…e chi non mi conosce ignora ciò che si cela dietro a quei sorrisi smaglianti. Sdoppiarsi per lavoro, sdoppiarsi per la folla inutile…e ricongiungersi a se stessi nel segreto del proprio buio interiore…

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23 pensieri riguardo “

  1. Quando vuoi parlare delle tue emozioni nascoste usi sempre un linguaggio articolato. Non ti riesce mai di scriverne in maniera semplice, attraverso per esempio espressioni figurative. E’ una scelta, o è un obbligo condizionato, come accade per esempio a me. Hai sempre questo modo così … tendente alla conservazione del segreto nonostante il bisogno di comunicare.

    Un mix di immagini che sembrano voler deviare il lettore. Attirare l’attenzione sulle parole d’effetto come per distoglierla dall’intimità effettiva di cui scrivi.

    Come se tu volessi distogliere l’attenzione dal nocciolo.

    Ho imparato in questi anni a leggerti con la giusta chiave, e ad interpretare queste tue parole così complicate con un’operazione di “pulizia” fino ad arrivare al cuore del problema.

    Ed è sempre lo stesso.

    Riusciremo, primo o poi, a liberarci davvero di ciò che ci afflige così intimamente ?

    Forse no. Ma la vita ci sta insegnando, in un modo o in un altro, a crescere, e a gestire tutto senza che, possibilmente, il problema ci faccia ancor più male di quanto non sia.

    Anche i giorni, anche le fasi NO ci servono.

    Forse solo a sfogarci.

    Ed è già una buona ragione per viverle.

    La settimana è all’insegna del lavoro al massacro. Inizio a soffrire davvero adesso del bisogno di vacanze, di distacco.

    E oggi sono vagamente malinconica.

    Forse è perché ho sonno.

  2. Credo che ciascuna di noi (parlo di noi noi qui sul blog) si porterà dietro e dentro, forse per tutta vita, quella “tensione”..

    A cosa tendiamo non si sa.. O “forse” è solo l’Infinito..

    Ti abbraccio.. 🙂

    (Vedi, io non mi lascerò mai alle spalle quella malinconia, anche quando le cose vanno alla grande.. L’ho sempre detto che il mio sorriso ha sempre uno sofondo triste)

  3. Siamo entrambe fagocitate all’inverosimile.

    Il mio pensiero si unisce al tuo però, in alcuni momenti.

    Non spero che ci sia ancora tempo per venire tra queste pagine, spero invece di ritrovarti sorridente come ti ho conosciuta la prima volta.

    Stasera forse realizzo davvero che quel nero assoluto è stato determinante per me, in tutti questi anni.

    Ti lascio un abbraccio amica mia.

    Forte, ma forte.

  4. Ciao amica mia, avrei voluto avere la rilassatezza per rispondere al tuo commento e per commentare il tuo post [che in qualche modo mi appartiene]…ma devo ridurmi a collegarmi a quest’ora per avere un po’ di tempo da dedicare a me stessa, senza che il telefono squilli 1000 volte al secondo e senza che altri mi rompano il cazzo con 100 richieste inutili.

    E’ vero, quando parlo delle mie sensazioni e del mio dolore trovo sempre il modo più complicato per farlo. Contorsioni dialettiche per evitare di mostrare a tutti cosa sento realmente e soprattutto per non concedere un lasciapassare sulla mia vita privata a chiunque entri qui a curiosare. Forse dovrei non scrivere e basta…o almeno non qui, dove le parole spesso sono fraintese e dove troppe persone che mi conoscono vengono a sbirciare nella mia quotidianità.

    Tutto è in ballo in questo periodo. Sai, quando all’improvviso, vedi le cose cambiare e sei spettatrice e protagonista al tempo stesso? E’ un po’ così…le cose cambiano e io cambio e mi arricchisco e cresco e prendo decisoni e metto punti e suturo ferite [che puntualmente si riaprono al primo soffio di vento].

    E’ stato bellissimo leggere di quel nero assoluto che per te è stato determinante in questi anni…mi hai strappato un sorriso…mi piacerebbe scoprire il perchè, captare le “sfumature” impossibili di quel nero che incombe sempre e comunque, denso come il vuoto, assordante come il silenzio, necessario come la notte, forte e tenace come i legami profondi.

    Spesso mi ci immergo…in quel mio mondo privo di colori e respiro assorbendo l’intensità del buio più totale…ed è quella che mi consente di ritornare a sorridere come la prima volta che mi hai conosciuta.

    E’ quel nero assoluto che ho dentro, che mi dà la forza di ricominciare a colorare la mia vita.

    ti voglio bene…grazie per sapere entrare così a fondo.

  5. Sai di cosa è fatta una vera amicizia ? Di comprensione, che significa letteralmente prendersi l’uno con l’altro. Le emozioni buone e cattive, le vicissitudini e le gioie, i giorni malvagi e quelli allegri.

    Tu mi conosci meglio di altri, e sai che nel mio profondo, in quello più intimo davvero, il mio istinto verso la gente è selettivo. Questo mi rende spesso inappropriata agli occhi altrui, mi rende scontrosa, mi rende una snob.

    E non mi sbaglio, e quando non voglio dare ascolto a quell’istinto poi invece devo rendermi conto che lui aveva ragione, ancora una volta.

    Lo sai che cos’è quel nero assoluto ?

    E’ una bellezza tutta tua. E’ la capacità di saper entrare nel cuore degli altri e di aprire, allo stesso tempo il tuo, permettendo così, perché solo così si può, la vera comprensione. E’ riuscire a tenere un sorriso autentico, non di circostanza, anche quando le circostanze di farebbero urlare e spaccare tutto. E’ avere sempre uno sguardo verso gli altri, piuttosto che solo ed esclusivamente verso te stessa. E pensare ho imparato a trovare il modo di guardare a me stessa, senza per questo privarne gli altri. Quel nero assoluto non è un nero negativo, non è un nero depressivo, non è un nero di tristezza. Non è un nero che scoraggia.

    E’ solo un vuoto, una voragine.

    Niente di più che un vuoto, come tutti ne hanno, come tutti ne vivono.

    Ma tu sei capace di gestirlo, sei capace di non far male agli altri solo perché hai questo vuoto dentro, sei capace di farti abbracciare anziché scalciare come un mulo.

    La tua bellezza è non esserci solo quando si ride, non esserci solo per svolgere il ruolo di un clown.

    Ogni volta che non sto bene dentro, o mi accade qualcosa, o vivo qualcosa, con te ho la tranquillità di poter anche non parlarne.

    Ti accorgeresti lontano chilometri che ho qualcosa che non va.

    La tua bellezza è quindi anche sapere che su di te, in qualche modo, si può contare.

    Rivoglio il mio blog !

    La tua bellezza, quella della prima volta che ti ho conosciuto, è che non sei cambiata, nella tua vera identità. Questo è stato determinante per me. Che tu non sei mai cambiata, anche se cambia la vita e i giorni e gli impegni e le cose e forse si, anche gli stati d’animo. Ma c’è una natura intima che ci differenzia l’uno dall’altro. La gente parla di carattere. Ma il carattere non c’entra, il carattere si snoda, si snocciola, si smussa, si inquadra.

    Quello che non cambia è l’essenza di una persona. L’essenza, il suo nucleo embrionale.

    Tu me l’hai mostrata subito, da sempre, senza reticenza e senza maschere. Dal primo giorno.

    Questo è stato determinante per me.

    Scoprirti ogni giorno diversa ma sempre fedele a te stessa.

    Questo commento non è un attestato di stima, e non è una sviolinata momentanea inutile. Non è nemmeno un uso indiscriminato delle parole. Sono troppo preziose per me per scriverle a chiunque, in generale.

    Questo è solo per dirti che queste pagine potrebbero domani non esistere più, chi lo sa. Ci pensi mai ? Io spesso. E penso a molte persone, e alla certezza che le perderò, anche se molte le ho già perse e non è detto che sia un male.

    Mi resterà sempre dentro quel nero assoluto.

    Lo sai, come io lo so.

  6. C’è una matrice dentro che si marchia in un determinato momento. Il momento che ti segna a vita. Da li poi noi iniziamo a camminare con quella spina conficcata e il nostro incedere sarà sempre viziato dal quella spina. Ci impariamo a camminare a sopra a volte non ce ne ricordiamo più a volte senza preavviso il dolore ci fa urlare, ma quella spina ormai è dentro nel ns corpo e non la si riesce a togliere più e ci convivi. Nel tempo diventi portatore sano di un male che ciclicamente dilaga e altrettanto si assorbe… ieri volevo esserci davvero per quel caffè avrei portato i pasticcini e la voglia di farci 4 risate tra noi alla faccia di tutto…ti abbraccio forte

  7. E meno male che so scema … almeno v’a faccio fa na risata ogni tanto ahahahahah

    Te piace eh a storia ro’ nennille’ !!

    Ma o nennille è Boss ed i Boss nn tengono orari .. ma di certo non muovono il culo in Ufficio prima delle 10.00

    ahahahahah

    😉

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